Domande frequenti
Che cos’è l’NDMP e perché è necessario per i dispositivi NAS?
Il Network Data Management Protocol (NDMP) è uno standard aperto progettato per il backup dei dispositivi NAS (Network Attached Storage). Poiché un normale agente di backup non può funzionare all’interno di un sistema operativo NAS proprietario come ONTAP di NetApp o PowerScale di Dell, non vi è spazio per la sua integrazione in tali ambienti. NDMP aggira questo ostacolo fornendo al software di backup un metodo standard per comunicare al NAS cosa fare, senza che sia necessario installare un agente sul NAS stesso.
In che modo NDMP si differenzia dal backup tramite NFS o CIFS?
NFS e CIFS costringono il server di backup ad aprire ogni cartella, leggere ogni file e verificare ogni ACL, uno alla volta, attraverso la rete. Quando il numero di file raggiunge i milioni, tale processo consuma molta RAM e fa sì che il backup superi la finestra di tempo prevista. NDMP fa invece sì che il filer NAS impacchetti i propri dati internamente, in un formato come Dump, Tar o SMTAPE, e invii il flusso completato direttamente alla destinazione di backup, in modo che nessun processo esterno possa interferire in alcun modo con il filesystem.
Qual è la differenza tra NDMP a 2 vie e a 3 vie?
Con l’NDMP a 2 vie, o Direct NDMP, il filer si collega direttamente alla libreria nastrata o alla destinazione di backup, solitamente tramite Fibre Channel o SCSI, e il server di backup invia i comandi, ma i dati stessi non lasciano mai quella connessione diretta. Al contrario, con l’NDMP a 3 vie, o Remote NDMP, i dati viaggiano attraverso la rete, in genere Ethernet, verso un server di backup separato, che poi li scrive nella destinazione prevista, che sia disco, nastro o cloud. Questa è la modalità raccomandata da Bacula per le implementazioni in produzione.
NDMP supporta i backup incrementali e differenziali?
Sì, con una piccola precisazione. È il filer a occuparsi effettivamente del monitoraggio delle modifiche, non il software di backup stesso. I sistemi operativi NAS utilizzano livelli di dump, da 0 a 9, per rilevare cosa è cambiato dall’ultima esecuzione. Il compito del software di backup in questo caso è semplicemente quello di ricevere il flusso e registrare a quale livello appartiene.
È possibile ripristinare un singolo file da un backup NDMP, oppure solo l’intero volume?
Sì. Il plugin di Bacula lo consente tramite un file di cronologia generato automaticamente, denominato HIST, creato durante il backup stesso senza necessità di attivare alcuna impostazione separata in precedenza. Il ripristino di un singolo file comporta comunque una lettura interna completa del dump per individuarlo. Su un dump di piccole dimensioni ciò non comporta alcun problema. Detto questo, su un dump di diversi terabyte, tale lettura richiede molto più tempo, anche se ciò che viene recuperato sul disco è solo il singolo file specificatamente richiesto.
NDMP è sicuro?
Sì, nel senso che Bacula contiene il rischio anche quando il filer non lo fa. Il File Daemon che riceve il flusso NDMP non dispone di alcuna interfaccia con lo storage di backup stesso, pertanto nemmeno un filer compromesso può accedere ai backup che si trovano dietro di esso. L’autenticazione CRAM-MD5 e il TLS configurabile crittografano ogni connessione tra i daemon di Bacula, mentre BGuardian esegue una scansione dell’ambiente alla ricerca di configurazioni vulnerabili, compreso un canale NDMP non crittografato, e rileva il rischio prima che abbia la possibilità di concretizzarsi.